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Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

Nutshell, by Ian McEwan

McEwan si è divertito. The rest is silence.

 

 

Bibliografia:

Ian McEwan, Nutshell, Jonathan Cape Vintage, London, 2016.

Moby Dick, perché leggerlo è una prova

Non ho nulla da aggiungere rispetto a tutto ciò che è stato detto su Moby Dick. Non penso nemmeno che sarei particolarmente d’aiuto ad altri lettori se qui di seguito mi limitassi ad elencare una dietro l’altra informazioni più o meno note su Melville o su come si colloca la storia della balena bianca nel canone letterario occidentale. Continua a leggere “Moby Dick, perché leggerlo è una prova”

Quattro assaggi di Proust, prima della Recherche

 

Nessuna sorpresa. Prima del suo famoso e temutissimo romanzo-cattedrale, Proust era Proust. Un tantino meno sofisticato, forse, ma con lo stesso gusto, la stessa predisposizione a cogliere e ad avvolgere in bellissimi vestiti di seta percezioni effimere, impressioni, momenti e ricordi strappati allo scorrere delle cose e del tempo. Continua a leggere “Quattro assaggi di Proust, prima della Recherche”

La notte di Céline

Se le cose vanno in malora e hai l’ossessione del raccontare tipico del reduce che dopo essere sopravvissuto a una guerra continua a vedere attorno a sé solo la povertà e lo squallore della condizione umana, non puoi certo usare la lingua di Proust. I raffinati arabeschi linguistici non fanno per te, soprattutto se sei uno che dà risposte di questo tipo: «Mi trovo bene solo in un grottesco ai confini della morte. A tutto il resto sono insensibile». Continua a leggere “La notte di Céline”

Al cinema. Nabokov e Céline

Due frammenti da due letture straordinarie. Una raccolta di racconti meravigliosi e un romanzo come pochi nella storia della letteratura mondiale. Da una parte un raffinato cesellatore di parole che ritraendo il mondo in realtà ne crea uno suo e dall’altra un francese dallo spirito anarchico che da quello stesso mondo si sente preso a calci ma che vorrebbe dargliene a sua volta.        Continua a leggere “Al cinema. Nabokov e Céline”

Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?

Scrivo mentre negli Stati Uniti già si sta votando per eleggere il successore di Barack Obama, il primo presidente nero della storia. Due candidati tragicamente inadeguati si contendono la massima carica politica della nazione più importante del mondo al termine di una delle campagne elettorali più brutte di sempre. Continua a leggere “Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?”

Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo

2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è una delle opere più misteriose della storia del cinema ed è anche uno dei miei film preferiti. Uscì nel dicembre 1968, un anno prima lo sbarco del primo uomo sulla luna con la missione Apollo 11, il 20 luglio 1969, e per la prima volta diede un’idea abbastanza precisa di come poteva essere la Terra vista dallo spazio. L’idea di noi visti da fuori. Nacque allora un immaginario al quale non abbiamo più smesso di attingere. Continua a leggere “Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo”

Il mondo da un gabbiotto di vetro. L’Uomo di Londra di Simenon

Nebbia, nebbia e ancora nebbia. Vapore lattiginoso nella gelida notte intrisa di salsedine poggiata lungo le coste dell’Alta Normandia. È l’atmosfera in cui ci si immerge leggendo L’uomo di Londra di Georges Simenon, romanzo breve del 1934 in cui il prolifico scrittore belga, a soli 31 anni, dimostra già di essere perfettamente a suo agio nel narrare storie di tensione e disperazione. Non è ancora il Simenon dei capolavori che seguiranno a partire dagli anni Quaranta, decenni in cui la sua prosa asciutta raggiungerà la sua massima espressione, ma di certo è già uno scrittore in pieno controllo dei suoi mezzi. Un autore che apre e chiude il cerchio della narrazione dopo aver lasciato che i fatti e i personaggi arrivassero al giusto punto di maturazione. Continua a leggere “Il mondo da un gabbiotto di vetro. L’Uomo di Londra di Simenon”

Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican

Due attori entrano in scena su un palco ancora immerso nella semioscurità. Entrambi si fermano al centro, uno di fronte all’altro, accendono un fiammifero e lo lasciano bruciare guardandosi negli occhi. Il primo a cedere e a buttare via il fiammifero è il perdente: sarà lui a interpretare Faust per quella sera. Al vincitore, invece, spetta il ruolo di Mefistofele, colui che otterrà l’anima del Dottore in cambio di… beh, lo vedremo. Continua a leggere “Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican”

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