Hamletw

Mi sono sempre chiesta quando sarebbe accaduto e ora è successo. Complice una rilettura molto gradita di Amleto (qui per i dettagli), ho recuperato la mia prima tesi di laurea alla ricerca di qualcosa di interessante da condividere con i miei compagni di lettura. A parte il “coccolone” piombatomi addosso pensando che sono passati quasi dieci anni da quella prima fatica critica, sono stata investita da un’ondata di tenerezza per la vecchia me stessa. C’è un non so che di Ermione Granger in queste righe. Almeno, io lo sento tutto. 

Di seguito un assaggio di ciò che scrissi: 

Da reminiscenze scolastiche ricolleghiamo Wittenberg alle famose 95 tesi affisse da Lutero nel 1517 sulla porta dell’omonima chiesa, e al ruolo che ebbero queste nello scoppio della Riforma protestante. Per molti storici questo avvenimento, insieme alla scoperta dell’America, avrebbe segnato l’inizio di una nuova era, quella moderna. Il Rinascimento si collocherebbe proprio in questo punto concludendo la sua parabola più alta intorno ai primi anni del Seicento.

Amleto è figlio di tutte le contraddizioni che ne derivano e non sarebbe quindi giusto inquadrarlo interamente e a tutti i costi nella modernità così come noi la concepiamo. Come prova di questa cautela ontologica sta proprio il riferimento alla famosa cittadina tedesca.

L’uomo rinascimentale, nella sua versione più ardita e mirandoliana, è un essere dotato di quanto più prezioso si possa desiderare, il libero arbitrio. Egli ha la capacità di prendere, se lo vuole, la decisione più giusta senza essere costretto da ordinamenti precostituiti e può ribellarsi secondo coscienza. L’azione, a sua volta, è la conseguenza di una certa visione del mondo che è soggettiva proprio perché se ci fosse un solo modo di vedere e di giudicare le cose non ci sarebbero differenze e il libero arbitrio risulterebbe inutile. Molto allora dipende da come ciascun uomo approda alla sua visione delle cose. Non si tratta di argomenti petulanti, anzi, è proprio a questo punto che l’Uomo comincia. Nel caso di Amleto si tratta soprattutto della sua esigenza di verificare con i propri occhi, come fa Orazio. Entrambi vogliono avere delle prove per suffragare i fatti.

Quello che si vuole sottolineare non è un dato assoluto; Amleto, cioè, non è ancora l’uomo del metodo sperimentale, ma presenta un’esigenza che tende verso un tipo di cambiamento e che con il senno di poi possiamo inquadrare nella seicentesca rivoluzione scientifica, che in Inghilterra fu precoce e profonda perché fondata su una solida base filosofica.

Rimanendo nel contesto rinascimentale allora, se Wittenberg rimanda a Lutero, Lutero a sua volta non rimanda certo a libero arbitrio. Potremmo anzi dire che, assodato che le conseguenza del suo atto di protesta contro la morale della Chiesa (e non la dottrina) hanno portato a una rivoluzione che andò ben oltre le sue aspettative, il monaco tedesco e la stessa Wittenberg non sono la risposta o la soluzione, ma solo l’inizio di tutto; il luogo, il tempo e la voce della nascita dell’Uomo moderno.

Dunque Amleto studia e si forma nel luogo che ha posto più dubbi della storia, il posto nel quale sono cominciate le divisioni, le inquietudini e la complessità della modernità… (…)  Senza esagerare si può dire che Wittenberg è simbolicamente la cittadina del dubbio;  in un certo senso è una prova per l’animo dell’uomo incline all’interrogazione metafisica perché non fa altro che porre ulteriori e frustranti questioni esistenziali… (…) Allora cos’è la Giustizia per uno studente di questa Wittenberg?

Ricapitoliamo: Amleto riceve un ordine da uno spettro (dunque direttamente dall’aldilà), che in più è suo padre e che gli chiede di ricordare (“Remember me”), di vendicare la sua morte e di restaurare una realtà passata a scapito di quella presente fondata sul fratricidio e sull’incesto. Tuttavia il regno di Claudio tutto sembra essere tranne che negativo cosicché la pretesa di giustizia del giovane principe risulta paradossale. Del resto la risposta sta in quello che Amleto ha voluto appuntarsi sul suo taccuino: si può sorridere ed essere una canaglia perché è così che funziona in Danimarca… ma Amleto tutto fa tranne che seguire questa legge. Non sembra esserne capace.

Inoltre ci pensa lui stesso a delegittimare la sua posizione: “There is nothing either good or bad but thinking makes it so”. Non esattamente le parole di un revenger, ma di uno studente di Wittenberg sì.

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