Due frammenti da due letture straordinarie. Una raccolta di racconti meravigliosi e un romanzo come pochi nella storia della letteratura mondiale. Da una parte un raffinato cesellatore di parole che ritraendo il mondo in realtà ne crea uno suo e dall’altra un francese dallo spirito anarchico che da quello stesso mondo si sente preso a calci ma che vorrebbe dargliene a sua volta.       

 

«Al di là della curva, sopra il marciapiede – che sorpresa! -, sono diamanti tutti quelli che fluttuano sulla facciata di un cinema. Dentro, sul rettangolo dello schermo, di un pallore lunare, puoi osservare dei mimi più o meno bravi; ecco che il volto immenso di una ragazza dagli occhi grigi scintillanti e labbra nere segnate verticalmente da fenditure lucenti si fa sempre più vicino, continua a ingrandirsi mentre fissa la sala buia, e una meravigliosa, lunga lacrima luccicante rotola giù per la guancia. Ogni tanto (divino istante!) appare la vita, inconsapevole di essere filmata: una folla casuale, acque luminose, un albero con il suo stormire silenzioso ma visibile».

Vladimir Nabokov, Una lettera che non raggiunse mai la Russia, in Una bellezza russa e altri racconti, Adelphi.

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Greta Garbo (anni ’20 e ’30)

«Allora i sogni affiorano nella notte per andare a incendiarsi nel miraggio della luce che si muove. Non è affatto la vita quel che accade sugli schermi, resta dentro un grande spazio torbido, per i poveri, per i sogni e per i morti. Bisogna fare in fretta a ingozzarsi di sogni per attraversare la vita che vi aspetta fuori, usciti dal cinema, resistere qualche giorno in più attraverso quell’atrocità di cose e uomini. Uno sceglie tra i sogni quelli che gli riscaldano meglio l’anima. Per me, lo confesso, erano quelli sporchi. Non bisogna esserne fieri, ti porti via da un miracolo quello che ti puoi tenere. Una bionda che aveva delle tettone e una nuca indimenticabili ha creduto bene di rompere bene il silenzio dello schermo con una canzone dove si parlava della sua solitudine. Uno ci avrebbe pianto con lei».

Loius-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, Corbaccio.

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Anita Page 

 

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