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Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

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Classici

Moby Dick, perché leggerlo è una prova

Non ho nulla da aggiungere rispetto a tutto ciò che è stato detto su Moby Dick. Non penso nemmeno che sarei particolarmente d’aiuto ad altri lettori se qui di seguito mi limitassi ad elencare una dietro l’altra informazioni più o meno note su Melville o su come si colloca la storia della balena bianca nel canone letterario occidentale. Continua a leggere “Moby Dick, perché leggerlo è una prova”

Quattro assaggi di Proust, prima della Recherche

 

Nessuna sorpresa. Prima del suo famoso e temutissimo romanzo-cattedrale, Proust era Proust. Un tantino meno sofisticato, forse, ma con lo stesso gusto, la stessa predisposizione a cogliere e ad avvolgere in bellissimi vestiti di seta percezioni effimere, impressioni, momenti e ricordi strappati allo scorrere delle cose e del tempo. Continua a leggere “Quattro assaggi di Proust, prima della Recherche”

Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican

Due attori entrano in scena su un palco ancora immerso nella semioscurità. Entrambi si fermano al centro, uno di fronte all’altro, accendono un fiammifero e lo lasciano bruciare guardandosi negli occhi. Il primo a cedere e a buttare via il fiammifero è il perdente: sarà lui a interpretare Faust per quella sera. Al vincitore, invece, spetta il ruolo di Mefistofele, colui che otterrà l’anima del Dottore in cambio di… beh, lo vedremo. Continua a leggere “Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican”

Leggere la Recherche nel 2016. Cosa può insegnarmi (ancora) Proust

Ho cominciato a pensare a come scrivere questo post subito dopo aver tentato con scarsi risultati di pubblicare su Twitter una frase tratta da La strada di Swann. Du côté de chez Swann per i francofoni.

copOra, a meno di non tagliare impietosamente parentesi, subordinate e incisi, l’impresa non si rivela né semplice né sensata. Provate voi a far stare in 140 caratteri hashtag esclusi una frase di Proust che abbia senso compiuto! Ma il punto, in effetti, è proprio questo. Perché ostinarsi e darla vinta al nonsense digitale? Piuttosto, desisto e accetto che alcune cose hanno bisogno del loro lungo respiro.

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La Fame di Knut Hamsun e il fortino delle illusioni

Prima opera di successo del norvegese Knut Hamsun, Fame (1890) è il racconto fatto in prima persona del decadimento fisico e mentale di un giovane scrittore alle prese con le ristrettezze della povertà. Ambientata in una Christiania di fine Ottocento (l’attuale Oslo), la storia si svolge tra l’oscurità di camere provvisorie, dimore arrangiate o fortunosamente trovate, e le strade gelide della città invernale. Tra le panchine, i giardini e i gradoni di pietra dei palazzi e del porto.

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La Recherche di Proust e il perfetto menu di Pasqua

Ho dato al mese di marzo un sapore d’impresa. Dopo anni di indecisione, se non di aperta riluttanza, ho cominciato a leggere la famigerata “Recherche” di Marcel Proust. Complice la compagnia di alcuni buon amici dotati della giusta sensibilità e di evidente sprezzo del pericolo (quello di attirarsi antipatie sociali s’intende), ho preso in mano il primo libro Du côté de chez Swann e ho cominciato il viaggio.

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