Cerca

Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

Categoria

Modern Cult

La notte di Céline

Se le cose vanno in malora e hai l’ossessione del raccontare tipico del reduce che dopo essere sopravvissuto a una guerra continua a vedere attorno a sé solo la povertà e lo squallore della condizione umana, non puoi certo usare la lingua di Proust. I raffinati arabeschi linguistici non fanno per te, soprattutto se sei uno che dà risposte di questo tipo: «Mi trovo bene solo in un grottesco ai confini della morte. A tutto il resto sono insensibile». Continua a leggere “La notte di Céline”

Il mondo da un gabbiotto di vetro. L’Uomo di Londra di Simenon

Nebbia, nebbia e ancora nebbia. Vapore lattiginoso nella gelida notte intrisa di salsedine poggiata lungo le coste dell’Alta Normandia. È l’atmosfera in cui ci si immerge leggendo L’uomo di Londra di Georges Simenon, romanzo breve del 1934 in cui il prolifico scrittore belga, a soli 31 anni, dimostra già di essere perfettamente a suo agio nel narrare storie di tensione e disperazione. Non è ancora il Simenon dei capolavori che seguiranno a partire dagli anni Quaranta, decenni in cui la sua prosa asciutta raggiungerà la sua massima espressione, ma di certo è già uno scrittore in pieno controllo dei suoi mezzi. Un autore che apre e chiude il cerchio della narrazione dopo aver lasciato che i fatti e i personaggi arrivassero al giusto punto di maturazione. Continua a leggere “Il mondo da un gabbiotto di vetro. L’Uomo di Londra di Simenon”

Delillo e la fatica di sfuggire al rumore bianco

Una casa borghese in mezzo ad altre case borghesi. Notte. In una camera da letto chiusa al resto del mondo, due coniugi si interrogano su chi di loro sarà il primo a morire. Nessuno dei due vorrebbe restare solo, ma nessuno di loro ammette di voler vivere comunque, anche senza l’altro. Entrambi ne sono consapevoli. Entrambi lo nascondono. In lontananza “lo scarso traffico scorre via (…), quasi un chiacchiericcio di anime morte ai margini di un sogno”. Continua a leggere “Delillo e la fatica di sfuggire al rumore bianco”

Hai vinto Dave!

Milleduecentodiciotto. Girare l’ultima pagina di Infinite Jest non è stato per nulla semplice. Era un momento che avevo desiderato molto verso pagina 800, ma quando poi è arrivato davvero ho avvertito una sensazione simile ad una lenta discesa verso terra. Ad uno sgonfiarsi, o alla melanconia che prende alla fine di un viaggio, quando il treno entra in stazione, tutti si alzano per recuperare i vari effetti personali e tu capisci che della vacanza rimane solo la fase di disfacimento bagagli e la separazione da uno stato mentale.

Come riprendere a leggere – mi chiedevo – dopo aver affrontato questo libro pesante, denso, impegnativo, divertente, faticoso, a tratti fastidioso, assurdo, surreale e incredibilmente Umano? A cosa passare dopo? Continua a leggere “Hai vinto Dave!”

Vedersi da fuori. Le favole molto umane di Walter Tevis

Mettiamola così: per mettere i piedi a terra ho dovuto viaggiare nello spazio infinito e immaginare un universo parallelo. Una strana operazione al contrario dagli esiti tanto inaspettati quanto soddisfacenti.

Continua a leggere “Vedersi da fuori. Le favole molto umane di Walter Tevis”

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑