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Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

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Recensioni

Nutshell, by Ian McEwan

McEwan si è divertito. The rest is silence.

 

 

Bibliografia:

Ian McEwan, Nutshell, Jonathan Cape Vintage, London, 2016.

Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?

Scrivo mentre negli Stati Uniti già si sta votando per eleggere il successore di Barack Obama, il primo presidente nero della storia. Due candidati tragicamente inadeguati si contendono la massima carica politica della nazione più importante del mondo al termine di una delle campagne elettorali più brutte di sempre. Continua a leggere “Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?”

Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo

2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è una delle opere più misteriose della storia del cinema ed è anche uno dei miei film preferiti. Uscì nel dicembre 1968, un anno prima lo sbarco del primo uomo sulla luna con la missione Apollo 11, il 20 luglio 1969, e per la prima volta diede un’idea abbastanza precisa di come poteva essere la Terra vista dallo spazio. L’idea di noi visti da fuori. Nacque allora un immaginario al quale non abbiamo più smesso di attingere. Continua a leggere “Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo”

Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican

Due attori entrano in scena su un palco ancora immerso nella semioscurità. Entrambi si fermano al centro, uno di fronte all’altro, accendono un fiammifero e lo lasciano bruciare guardandosi negli occhi. Il primo a cedere e a buttare via il fiammifero è il perdente: sarà lui a interpretare Faust per quella sera. Al vincitore, invece, spetta il ruolo di Mefistofele, colui che otterrà l’anima del Dottore in cambio di… beh, lo vedremo. Continua a leggere “Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican”

Delillo e la fatica di sfuggire al rumore bianco

Una casa borghese in mezzo ad altre case borghesi. Notte. In una camera da letto chiusa al resto del mondo, due coniugi si interrogano su chi di loro sarà il primo a morire. Nessuno dei due vorrebbe restare solo, ma nessuno di loro ammette di voler vivere comunque, anche senza l’altro. Entrambi ne sono consapevoli. Entrambi lo nascondono. In lontananza “lo scarso traffico scorre via (…), quasi un chiacchiericcio di anime morte ai margini di un sogno”. Continua a leggere “Delillo e la fatica di sfuggire al rumore bianco”

Hai vinto Dave!

Milleduecentodiciotto. Girare l’ultima pagina di Infinite Jest non è stato per nulla semplice. Era un momento che avevo desiderato molto verso pagina 800, ma quando poi è arrivato davvero ho avvertito una sensazione simile ad una lenta discesa verso terra. Ad uno sgonfiarsi, o alla melanconia che prende alla fine di un viaggio, quando il treno entra in stazione, tutti si alzano per recuperare i vari effetti personali e tu capisci che della vacanza rimane solo la fase di disfacimento bagagli e la separazione da uno stato mentale.

Come riprendere a leggere – mi chiedevo – dopo aver affrontato questo libro pesante, denso, impegnativo, divertente, faticoso, a tratti fastidioso, assurdo, surreale e incredibilmente Umano? A cosa passare dopo? Continua a leggere “Hai vinto Dave!”

Pancake. Trilobiti e polvere nel vento

Carbone, legno, alcol, ferri vecchi, nebbia, alberi e montagne. Il West Virginia, con i suoi uomini dalle mani sporche di grasso, terra e sangue raggrumato per le risse e la caccia, è il mondo di Breece D’J Pancake. È un universo chiuso e cristallizzato come i trilobiti, i fossili marini che danno il titolo a questa raccolta di racconti da poco ripubblicata da minimum fax; è un pezzo di terra popolato da gente modesta che impiega tutte le proprie energie per centrare un unico obiettivo: alzarsi la mattina e tirare avanti.

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Visti al Salone. Un cigno selvatico secondo Michael Cunningham

La vita vera è fatta di molti grigi e di mezze cose. Non le fiabe, che, al contrario, sono universi ordinati dove bianco e nero sono chiaramente distinti. Idem per i loro personaggi, immuni al logorio del dubbio: o sono buoni o sono cattivi.

cigno e Andersen

Per come le abbiamo sempre conosciute, oltre alla semplicità e a un discreto numero di colpi di scena e di effetti speciali, le favole offrono anche un altro indiscutibile punto di forza. Ti concedono il lusso di credere all’incredibile, di non porti domande e non cercare risposte e di adottare quella disposizione d’animo che Coleridge chiamava suspension of disbelief, la sospensione del senso critico, cioè di quell’istinto che ci porta a voler sempre sapere di più e a ricondurre tutto ciò che accade alla verosimiglianza.

E poi c’è la Magia, che tu accetti come un dato acquisito.

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Il paradiso degli animali di Poissant

“… potrebbe riempire un libro con le cose che non dice alla gente in questi giorni”. 

(da L’ultimo dei grandi mammiferi terrestri)

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