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Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

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Recensioni

Parole nella polvere. La sinfonia di voci di Máirtín Ó Cadhain

Tutti i personaggi di Cré na Cille – Parole nella polvere sono morti. Morti e sepolti sotto le dure e inospitali zolle di un cimitero del Connemara. La terra che dopo averli visti nascere e crescere, sposarsi e invecchiare, partire e tornare, imbrogliare e rubare, procreare e ammalarsi li riaccoglie nella tomba, ognuno con i rispettivi carichi di rimpianti e delusioni. Continue reading “Parole nella polvere. La sinfonia di voci di Máirtín Ó Cadhain”

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Diario d’inverno di Paul Auster

Un amico ucciso da un fulmine, una casa in Provenza, la neve del Minnesota, i menu immutabili dei natali «norvebrei», il primo attacco di panico, la telefonata della cugina antipatica il giorno dopo la morte della madre. Malattie, nascite, morti. Pugni dati, pugni presi, valigie trascinate, viaggi in aereo, il primo e il secondo matrimonio, il figlio e la figlia, le notti con donne a pagamento, i primi amori, la poesia francese, il baseball, gli appartamenti cambiati e le stanze affittate in condomini più o meno affollati. Continue reading “Diario d’inverno di Paul Auster”

Grottesco di Patrick McGrath

Se avete preso in mano Grottesco di Patrick McGrath, tre sono le possibili spiegazioni. Uno: avete molto amato Follia e vi siete messi in testa di recuperare tutta l’opera dell’autore inglese cominciando dal primo libro. Due: volete uscire dalla vostra zona di comfort letterario andando più o meno a caso. Tre: siete amanti del genere black comedy di ambientazione British e vi sentite a vostro agio anche con le descrizioni minuziose e un po’ cruente. Continue reading “Grottesco di Patrick McGrath”

Tutto quello che non ricordo. Khemiri e i confini porosi del racconto

Chi si assume oggi la responsabilità di raccontare i fatti o di ricostruire la personalità di un essere umano? Che cos’è un fatto? Chi decide cosa è rilevante e cosa invece va omesso? In quale ordine si combinano i pezzi di una storia che abbia senso? Ma poi, senso per chi? Continue reading “Tutto quello che non ricordo. Khemiri e i confini porosi del racconto”

Il libro del mare di Strøksnes

Cosa può esserci in un libro sul mare? Se è vero (e lo è) che come dice Melville «acqua e meditazione sono unite per sempre», allora in un libro del o sul mare c’è un po’ di tutto. C’è tutto ciò che possiamo pensare, immaginare e creare. «Nella parte acquea del mondo» è nata la vita e lungo fiumi e laghi la specie umana ha trovato il modo di sopravvivere e prosperare traendo risorse per svilupparsi e ispirazione per creare. Spesso, ed è questo il guaio, prendendo più del dovuto. Continue reading “Il libro del mare di Strøksnes”

Nutshell, by Ian McEwan

McEwan si è divertito. The rest is silence.

 

 

Bibliografia:

Ian McEwan, Nutshell, Jonathan Cape Vintage, London, 2016.

Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?

Scrivo mentre negli Stati Uniti già si sta votando per eleggere il successore di Barack Obama, il primo presidente nero della storia. Due candidati tragicamente inadeguati si contendono la massima carica politica della nazione più importante del mondo al termine di una delle campagne elettorali più brutte di sempre. Continue reading “Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?”

Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo

2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è una delle opere più misteriose della storia del cinema ed è anche uno dei miei film preferiti. Uscì nel dicembre 1968, un anno prima lo sbarco del primo uomo sulla luna con la missione Apollo 11, il 20 luglio 1969, e per la prima volta diede un’idea abbastanza precisa di come poteva essere la Terra vista dallo spazio. L’idea di noi visti da fuori. Nacque allora un immaginario al quale non abbiamo più smesso di attingere. Continue reading “Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo”

Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican

Due attori entrano in scena su un palco ancora immerso nella semioscurità. Entrambi si fermano al centro, uno di fronte all’altro, accendono un fiammifero e lo lasciano bruciare guardandosi negli occhi. Il primo a cedere e a buttare via il fiammifero è il perdente: sarà lui a interpretare Faust per quella sera. Al vincitore, invece, spetta il ruolo di Mefistofele, colui che otterrà l’anima del Dottore in cambio di… beh, lo vedremo. Continue reading “Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican”

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