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Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

La notte di Céline

Se le cose vanno in malora e hai l’ossessione del raccontare tipico del reduce che dopo essere sopravvissuto a una guerra continua a vedere attorno a sé solo la povertà e lo squallore della condizione umana, non puoi certo usare la lingua di Proust. I raffinati arabeschi linguistici non fanno per te, soprattutto se sei uno che dà risposte di questo tipo: «Mi trovo bene solo in un grottesco ai confini della morte. A tutto il resto sono insensibile». Continue reading “La notte di Céline”

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Al cinema. Nabokov e Céline

Due frammenti da due letture straordinarie. Una raccolta di racconti meravigliosi e un romanzo come pochi nella storia della letteratura mondiale. Da una parte un raffinato cesellatore di parole che ritraendo il mondo in realtà ne crea uno suo e dall’altra un francese dallo spirito anarchico che da quello stesso mondo si sente preso a calci ma che vorrebbe dargliene a sua volta.        Continue reading “Al cinema. Nabokov e Céline”

Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?

Scrivo mentre negli Stati Uniti già si sta votando per eleggere il successore di Barack Obama, il primo presidente nero della storia. Due candidati tragicamente inadeguati si contendono la massima carica politica della nazione più importante del mondo al termine di una delle campagne elettorali più brutte di sempre. Continue reading “Lo Schiavista di Paul Beatty. Cos’è la “roba nostra”?”

Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo

2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è una delle opere più misteriose della storia del cinema ed è anche uno dei miei film preferiti. Uscì nel dicembre 1968, un anno prima lo sbarco del primo uomo sulla luna con la missione Apollo 11, il 20 luglio 1969, e per la prima volta diede un’idea abbastanza precisa di come poteva essere la Terra vista dallo spazio. L’idea di noi visti da fuori. Nacque allora un immaginario al quale non abbiamo più smesso di attingere. Continue reading “Zero K. Una nuova Odissea nello spazio-tempo”

Il mondo da un gabbiotto di vetro. L’Uomo di Londra di Simenon

Nebbia, nebbia e ancora nebbia. Vapore lattiginoso nella gelida notte intrisa di salsedine poggiata lungo le coste dell’Alta Normandia. È l’atmosfera in cui ci si immerge leggendo L’uomo di Londra di Georges Simenon, romanzo breve del 1934 in cui il prolifico scrittore belga, a soli 31 anni, dimostra già di essere perfettamente a suo agio nel narrare storie di tensione e disperazione. Non è ancora il Simenon dei capolavori che seguiranno a partire dagli anni Quaranta, decenni in cui la sua prosa asciutta raggiungerà la sua massima espressione, ma di certo è già uno scrittore in pieno controllo dei suoi mezzi. Un autore che apre e chiude il cerchio della narrazione dopo aver lasciato che i fatti e i personaggi arrivassero al giusto punto di maturazione. Continue reading “Il mondo da un gabbiotto di vetro. L’Uomo di Londra di Simenon”

Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican

Due attori entrano in scena su un palco ancora immerso nella semioscurità. Entrambi si fermano al centro, uno di fronte all’altro, accendono un fiammifero e lo lasciano bruciare guardandosi negli occhi. Il primo a cedere e a buttare via il fiammifero è il perdente: sarà lui a interpretare Faust per quella sera. Al vincitore, invece, spetta il ruolo di Mefistofele, colui che otterrà l’anima del Dottore in cambio di… beh, lo vedremo. Continue reading “Una sera a teatro. Doctor Faustus al Barbican”

Delillo e la fatica di sfuggire al rumore bianco

Una casa borghese in mezzo ad altre case borghesi. Notte. In una camera da letto chiusa al resto del mondo, due coniugi si interrogano su chi di loro sarà il primo a morire. Nessuno dei due vorrebbe restare solo, ma nessuno di loro ammette di voler vivere comunque, anche senza l’altro. Entrambi ne sono consapevoli. Entrambi lo nascondono. In lontananza “lo scarso traffico scorre via (…), quasi un chiacchiericcio di anime morte ai margini di un sogno”. Continue reading “Delillo e la fatica di sfuggire al rumore bianco”

Hai vinto Dave!

Milleduecentodiciotto. Girare l’ultima pagina di Infinite Jest non è stato per nulla semplice. Era un momento che avevo desiderato molto verso pagina 800, ma quando poi è arrivato davvero ho avvertito una sensazione simile ad una lenta discesa verso terra. Ad uno sgonfiarsi, o alla melanconia che prende alla fine di un viaggio, quando il treno entra in stazione, tutti si alzano per recuperare i vari effetti personali e tu capisci che della vacanza rimane solo la fase di disfacimento bagagli e la separazione da uno stato mentale.

Come riprendere a leggere – mi chiedevo – dopo aver affrontato questo libro pesante, denso, impegnativo, divertente, faticoso, a tratti fastidioso, assurdo, surreale e incredibilmente Umano? A cosa passare dopo? Continue reading “Hai vinto Dave!”

Vedersi da fuori. Le favole molto umane di Walter Tevis

Mettiamola così: per mettere i piedi a terra ho dovuto viaggiare nello spazio infinito e immaginare un universo parallelo. Una strana operazione al contrario dagli esiti tanto inaspettati quanto soddisfacenti.

Continue reading “Vedersi da fuori. Le favole molto umane di Walter Tevis”

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