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Pesciolino babele

L'arte di leggere e nuotare a vista

La battaglia in difesa del canone

È di qualche giorno fa la notizia che alcuni studenti dell’università di Yale hanno lanciato una petizione per chiedere al dipartimento di letteratura inglese dell’ateneo americano di riconsiderare i corsi di base eliminando l’obbligo di studiare alcuni grandi autori della tradizione. Per intenderci, Geoffrey Chaucer, Edmund Spenser, William Shakespeare, John Donne, John Milton, Alexander Pope, William Wordsworth e T.S. Eliot. I “Major English Poets”, i campioni del canone della Grande Letteratura.

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Pancake. Trilobiti e polvere nel vento

Carbone, legno, alcol, ferri vecchi, nebbia, alberi e montagne. Il West Virginia, con i suoi uomini dalle mani sporche di grasso, terra e sangue raggrumato per le risse e la caccia, è il mondo di Breece D’J Pancake. È un universo chiuso e cristallizzato come i trilobiti, i fossili marini che danno il titolo a questa raccolta di racconti da poco ripubblicata da minimum fax; è un pezzo di terra popolato da gente modesta che impiega tutte le proprie energie per centrare un unico obiettivo: alzarsi la mattina e tirare avanti.

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Visti al Salone. Un cigno selvatico secondo Michael Cunningham

La vita vera è fatta di molti grigi e di mezze cose. Non le fiabe, che, al contrario, sono universi ordinati dove bianco e nero sono chiaramente distinti. Idem per i loro personaggi, immuni al logorio del dubbio: o sono buoni o sono cattivi.

cigno e Andersen

Per come le abbiamo sempre conosciute, oltre alla semplicità e a un discreto numero di colpi di scena e di effetti speciali, le favole offrono anche un altro indiscutibile punto di forza. Ti concedono il lusso di credere all’incredibile, di non porti domande e non cercare risposte e di adottare quella disposizione d’animo che Coleridge chiamava suspension of disbelief, la sospensione del senso critico, cioè di quell’istinto che ci porta a voler sempre sapere di più e a ricondurre tutto ciò che accade alla verosimiglianza.

E poi c’è la Magia, che tu accetti come un dato acquisito.

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Il paradiso degli animali di Poissant

“… potrebbe riempire un libro con le cose che non dice alla gente in questi giorni”. 

(da L’ultimo dei grandi mammiferi terrestri)

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Riscoprire Tennyson e Clare con la scusa di Penny Dreadful

È iniziata da poco su Netflix la terza stagione di Penny Dreadful. Non mi dilungherò su quanto sia qualitativamente superiore a molti prodotti attualmente in circolazione, piuttosto mi limiterò a pescare tra i tanti riferimenti letterari che la serie offre due voci splendenti della poesia inglese di fine Ottocento: Sir Alfred Tennyson (1809-1892) e John Clare (1793-1864).

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Leggere la Recherche nel 2016. Cosa può insegnarmi (ancora) Proust

Ho cominciato a pensare a come scrivere questo post subito dopo aver tentato con scarsi risultati di pubblicare su Twitter una frase tratta da La strada di Swann. Du côté de chez Swann per i francofoni.

copOra, a meno di non tagliare impietosamente parentesi, subordinate e incisi, l’impresa non si rivela né semplice né sensata. Provate voi a far stare in 140 caratteri hashtag esclusi una frase di Proust che abbia senso compiuto! Ma il punto, in effetti, è proprio questo. Perché ostinarsi e darla vinta al nonsense digitale? Piuttosto, desisto e accetto che alcune cose hanno bisogno del loro lungo respiro.

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La Fame di Knut Hamsun e il fortino delle illusioni

Prima opera di successo del norvegese Knut Hamsun, Fame (1890) è il racconto fatto in prima persona del decadimento fisico e mentale di un giovane scrittore alle prese con le ristrettezze della povertà. Ambientata in una Christiania di fine Ottocento (l’attuale Oslo), la storia si svolge tra l’oscurità di camere provvisorie, dimore arrangiate o fortunosamente trovate, e le strade gelide della città invernale. Tra le panchine, i giardini e i gradoni di pietra dei palazzi e del porto.

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Le perle non raccolte di Rebecca Lee

Certi libri vanno assaggiati,

altri si devono inghiottire,

e pochi altri masticati e digeriti.

Francis Bacon

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La Recherche di Proust e il perfetto menu di Pasqua

Ho dato al mese di marzo un sapore d’impresa. Dopo anni di indecisione, se non di aperta riluttanza, ho cominciato a leggere la famigerata “Recherche” di Marcel Proust. Complice la compagnia di alcuni buon amici dotati della giusta sensibilità e di evidente sprezzo del pericolo (quello di attirarsi antipatie sociali s’intende), ho preso in mano il primo libro Du côté de chez Swann e ho cominciato il viaggio.

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